A Sacile, nell’ambito del XXX Fvg International Music Meeting, il nuovo appuntamento raccoglie dal concerto precedente il confronto tra epoche: classicismo e modernità non come mondi separati, ma come territori comunicanti. In questo programma il flauto, voce antica e insieme modernissima, diventa guida di un itinerario sonoro che attraversa il tempo, dalla chiarezza settecentesca alla varietà timbrica ed espressiva del Novecento, mutando luce, colore e linguaggio. “Il respiro del tempo: il flauto tra classicismo e modernità” è infatti il titolo del concerto che si terrà questa sera, 30 maggio, alle ore 20.45, nella sala Simoncini, Corte San Gregorio.
Il concerto vede protagoniste le giovani flautiste dei Corsi Annuali di Alto Perfezionamento dell’Accademia Musicale di Sacile: Jingyi He, Meinan Chen, Giulia Gorgati e Laura Zanardi. Provenienti da percorsi artistici differenti ma accomunate da una intensa attività di perfezionamento concertistico, le interpreti affrontano un programma che richiede al flauto una continua capacità di trasformazione stilistica ed espressiva. Al loro fianco il pianista Bruno Volpato, musicista di grande esperienza cameristica, il cui dialogo con il flauto accompagna il percorso sonoro del concerto con equilibrio, sensibilità timbrica e profondità interpretativa.
La serata si apre con il Concerto in re minore di Carl Philipp Emanuel Bach, pagina in cui l’eredità barocca lascia già emergere una nuova sensibilità espressiva, più inquieta e teatrale. Con la Sonata 1936 di Paul Hindemith il linguaggio cambia radicalmente prospettiva: la scrittura si fa più essenziale, ritmica e strutturata, costruendo un equilibrio continuamente mobile tra energia, tensione e introspezione. La First Sonata di Bohuslav Martinů introduce invece un paesaggio sonoro più fluido e luminoso, dove la cantabilità dello strumento si intreccia a ritmi mobili e armonie trasparenti. Il percorso si conclude con la Fantaisie di Philippe Gaubert, pagina emblematica della tradizione flautistica francese del primo Novecento. Tra la tensione espressiva del Settecento, le architetture del Novecento e la ricerca di nuove sfumature timbriche, Il Respiro del Tempo racconta il flauto come strumento in continua metamorfosi: una voce che attraversa epoche diverse senza mai smettere di reinventare il proprio suono.
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In copertina, il flauto grande protagonista della serata di Sacile.
